
NOLA - Si può pensare alla festa anche a migliaia di chilometri ad est della penisola. Tra deserti, coltivazioni d’oppio e talebani. Herat, Afghanistan: un nolano in missione di pace racconta il difficile incontro tra un paese in guerra ed una città in festa. Un incontro che avviene però solo nel suo cuore, perché in questi giorni, mentre si avvicina la data della ballata, Enzo Spampanato è ancora ad Herat a svolgere la propria missione. Spampanato fa parte del task group dell’aeronautica militare italiana, i Black Cats. I “gatti neri” sono i piloti degli aerei Amx, chiamati a portare a termine numerose missioni operative sulla porzione di territorio sotto competenza italiana. Il personale navigante e specialista proviene dai Gruppi di volo dell’Aeronautica Militare che hanno in dotazione il velivolo AM-X: il 132° e 103° Gruppo del 51° Stormo di Istrana (Treviso) ed il 13° e 101° Gruppo del 32° Stormo di Amendola (Foggia). Tra loro il nolano Enzo Spampanato, impegnato coi colleghi in una pericolosa missione di pace, ma con un pensiero sempre fisso per Nola e per l’appuntamento del 27 giugno. “Mentre gli aerei si involano- racconta Spampanato- i miei pensieri vanno a Nola, penso alla festa che è iniziata e impazza per la città, sento le musiche, le voci dei miei amici e i ricordi ritornano alla mente; lo sparo dei fuochi d’artificio all’alzata della borda, la prima alzata del giglio spogliato per assestarlo, la vestizione, il comitato, la ballata dei gigli in piazza, girata delle carceri, vico Piciocchi”. Mentre a terra la guerriglia non dà pace alle forze di pace, mentre le mine anti-uomo funestano di perdite i convogli di “portatori” di pace, e la democrazia invocata sembra fare ancora a pugni con la capillare presenza talebana, sui cieli di Herat, nei sogni di Enzo, svettano obelischi in cartapesta.”Rivivo tutto ciò con immensa emozione- dice il pilota nolano- fino a quando il rumore assordante degli aerei che rientrano mi riporta alla realtà e mi rendo conto che è solo un sogno, un meraviglioso sogno”. Per Spampanato è durissima lasciare a casa la famiglia, i figli, le abitudini, ma quelle sono nostalgie quotidiane ed inattaccabili. Ora vuole raccontarci un punto di vista particolare, quello del nolano che vive la sua festa da un altro paese, un po’ da un altro mondo: “Sono qui a 4.200 Km di distanza e per noi nolani stare lontani per la festa è durissimo; ma i volti tristi dei bambini e le fatiche degli uomini Afghani, che incontro ogni giorno, mi danno la forza e l’orgoglio di essere presente, con il mio contributo, alla ricostruzione della pace in questa terra martoriata”. Alla festa ci pensa, e ne augura una “felicissima a tutti i miei concittadini, ai quali do appuntamento per quella del 2011”. “W Nola, W la Festa dei Gigli e W San Paolino” conclude Enzo. Al quale verrebbe da rispondere: W tutti voi lì ad Herat. Nolani e non.
di Bianca Bianco 25/06/2010
Anno III Numero 175
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